lunedì 13 aprile 2020

Vi presento il delivery home


Ristorazione, eccolo il nuovo, 
il dopo è già qui
Vi presento il delivery home   


Carlo  è un cuoco, e un ristoratore. Lui è uno di quelli tosti, che hanno una precisa idea di cucina e di accoglienza. Come molti, in questi giorni di crisi sanitaria anche lui si è reinventato, si è messo a cucinare pasti che vengono consegnati a domicilio, ma non è di questo che vi voglio parlare. Sarebbe banale.
Ne parlo perché Carlo ha pubblicato ieri notte, all’immediata vigilia di Pasqua, una cosa che mi ha molto colpito, sul suo profilo Facebook. È quel che ha scritto lì che vi voglio riproporre. Gli ho chiesto il permesso di trascriverlo qui
Perché sono tra le poche parole che ho letto in questi giorni che siano davvero riuscite a darmi la dimensione di quel che significhino il “nuovo” e il “dopo”. Il “nuovo” e il “dopo” sono già arrivati e sono densi di umanità e se mancherà quella non ci sarà né “nuovo”, né “dopo”. Lui lo dimostra.
Ecco le parole di un cuoco. Leggetele. Aiutano a capire. Molto.
Chi pensa che il mercato del delivery sia più semplice di quello “classico” della ristorazione, purtroppo sbaglia.
Ho scritto “purtroppo” perché probabilmente anche io ho fatto questo errore di valutazione.
Forse lo era prima del Covid, ma non ne sono sicuro.
Sicuramente oggi, adesso, è un settore del tutto “nuovo” e altamente insidioso, pur trattandosi di una cosa sempre esistita.
E già qui c’è il primo paradosso.
Cucinare per le persone che mangiano a casa propria è difficile.
Punto.
È difficile perché non si può fare pieno affidamento sul fattore emozionale: nessuna salsina da versare al tavolo, nessun sorriso mentre si porta il piatto, nessuna cottura al tavolo e neanche un racconto per spiegare l’idea di quel piatto.
E se le cose vanno male?
Neanche la possibilità di rimediare. Niente.
Neanche un dolce offerto o un cospicuo sconto a fine pasto.
Idem se le cose vanno bene: nessuna mancia e nessuna bevuta offerta con tanto di chiacchierata.
Tutto maledettamente freddo ed emarginato al proprio scopo.
Far arrivare un proprio piatto a casa, così, senza “preliminari”, è quasi violento.
Un gesto forte che ci ricorda la prima regola del cibo: nutrire.
Perché prima facevamo diversamente?!
Secondo paradosso.
Le persone a casa sono giustamente stanche, svogliate, annoiate.
Arrivare con la propria idea di ristorazione o, semplicemente, col proprio cibo nell’unità abitativa altrui, è un gesto di estrema fiducia che comporta una responsabilità enorme.
Ma sia chiaro: è difficile.
È difficile perché si “gioca fuori casa”.
È difficile perché, da fuori, dal mondo, arriva in casa un “freddo pacchetto” con dentro del cibo.
Possiamo chiamarlo come vogliamo, “magic box”, “love pack” e sticazzi, ma a destinazione diventa CIBO.
E allora, si mette da parte la poesia e si pensa alla concretezza.
Mentre il web continua a scannarsi tra ristoranti stellati che fanno delivery e panzarotterie abusive che fatturano milioni di euro a nero, c’è un’esigenza.
L’esigenza della normalità.
Ma qual è la normalità?
E se fosse questa?
Terzo paradosso.
Appena si è presentata l’occasione, mi sono buttato a capofitto in questo NUOVA, e ripeto, NUOVA attività.
L’ ho scritto che è nuova?
Perché mi sembra che molti si illudano ancora di tornare alla vita di prima.
Tanti pensano che “sia un periodo”. Periodo di cosa?! Non lo so.
A me sinceramente non manca la vita di prima, così come non sono felice di questa.
Mi sento in un limbo, come in un autoscontro, al centro della pista e con l’auto senza energia.
Ma sinceramente non credo che si possa tornare al punto di partenza.
Questa “nuova vita” ha tanti contro e pochissimi pro, probabilmente perché facciamo l’errore di paragonarla continuamente a quella pre-Covid.
Così come facciamo l’errore di paragonare la ristorazione al pre-Covid.
Tutti.
Addetti ai lavori, clienti, fornitori, pescatori, allevatori, artigiani.
È come un ragazzo che, nonostante si sia lascio da anni con la sua ex, non fa altro che parlare di lei. Ovunque.
Due coglioni allucinanti ogni volta che apre bocca.
E se non si tornasse come prima? Ve lo siete preparato il “piano B”?
Quarto paradosso.
Ieri ho registrato la mia prima (e unica) ricetta in questo periodo per una televisione locale.
Ma non è questa la notizia.
La notizia è che è la mia prima ricetta in “mascherina”.
In cucina c’ ero io e quattro ragazzi della troupe.
Eravamo tutti in mascherina.
E sapete cosa?
Ormai è schifosamente “normale”. Anzi, l’anormalità è incontrare qualcuno senza.
Ci avete fatto caso?
Viene visto come un appestato.
Ma torniamo alla cucina.
Da diverse settimane ormai cucino in mascherina e guanti.
Non si sentono i profumi, si suda bocca e naso, a fine serata i segni ti tagliano la pelle, non riesci a parlare a telefono ma ha anche i suoi contro.
Per i guanti stendiamo un velo pietoso: in cucina sono la cosa più anti-igienica dopo il mocio a fine giornata e lo spazio che c’ è tra il sacchetto e il bidone. Se la combattono insieme.
Però bisogna farlo e lo facciamo. Senza fare troppo i filosofi.
Per assaggiare qualcosa, adesso mi viene naturale abbassare la mascherina.
Idem per bere.
Quando non la indosso, istintivamente faccio lo stesso movimento.
Ma allora è proprio vero che siamo animali abitudinari… E purtroppo ci abitueremo anche a questo.
Noi che vivevamo nell’epoca dell’apparire senza essere.
Quinto paradosso.
Questa è la Pasqua con più prenotazioni di sempre.
Arriva dopo due giorni di piena.
Non è questo il paradosso: me lo aspettavo (e auguravo).
Ho proposto un menù ad un prezzo speciale per i miei clienti, ma soprattutto per me.
Oggi è la terza giornata di fila che sto diciotto ore in cucina non stop.
Dov’ è la novità – mi direte.
È che sono solo.
Sento ogni goccia del lavandino venire giù.
Mi sento lo sporco addosso fin quando non lavo le postazioni.
Tengo a mente le ricevute da battere appena arriva il rider.
Lavapiatti, cuoco, chef, cassiere, negoziante, banchista.
Poco importa, sono felice.
Ho i muscoli del culo che mi fanno male, il prurito ad entrambe le gambe, puzzo perennemente di fritto ed ho schizzi di sangue di pesce ovunque, anche nei capelli.
Ma oggi va cosi.
Il mio maestro diceva sempre “se decidi di salire sul ring, devi essere pronto a morirci, altrimenti non salire”.
Io decido sempre di entrarci a peso pieno.
Ma oggi i veri eroi saranno i rider, coloro che girano per la città a portarvi i piatti per farvi festeggiare la Pasqua.
Correranno come matti e sicuramente saranno in affanno.
Ecco, siate buoni con loro.
Io ho deciso che – a debita distanza – preparerò un buffet freddo dove ognuno, prima di prendere il suo ordine, può rifocillarsi.
Stuzzichini e bibite, soprattutto se farà caldo come oggi.
Nessuno me lo obbliga ma in queste due settimane li vedo negli occhi, l’unica parte scoperta.
Sono giovani, spesso stranieri, spaventati, impauriti e persi.
Mettono a repentaglio la loro vita (sì, avete letto bene!) per pochi euro al giorno.
Insomma, non pensate a noi cucinieri che siamo abituati a sanguinare. CI piace anche per questo il nostro lavoro!
Pensate a chi, nel giorno della resurrezione, vi porta IL CIBO.
In bicicletta. Sotto al sole con guanti di lattice e mascherine.
Magari con i propri cari, a casa, che li aspettano.
Buona Pasqua a tutti voi.
Risorgeremo? Non saprei.
Io intanto devo trovare le forze per risorgere che alle sette devo essere giù in cucina.

martedì 3 marzo 2020

OLIO EVO E PANE DA GRANI ANTICHI

 9 marzo 2020,
 corso gratuito organizzato dagli Escoffier di Sicilia.
 Seguirà una degustazione di pani di grani antichi sponsorizzato dalla CIFA  



lunedì 17 febbraio 2020

La legge n.194/2015 per la tutela della biodiversità

ninosutera
Dal Born in Sicily 
alla 
Comunità del cibo Born in Sicily
           
La legge n.194/2015 ha molto della legge regionale  voluta da  Dario Cartabellotta,  all'epoca (2013)  Assessore Regionale per le Risorse Agricole e Alimentari di Sicilia,  ispirata al concetto del 
Born in Sicily 
 Mi piacerebbe vedere una regione con un'unica 
Comunità del cibo Born in Sicily  
Ma si sà la Sicilia, spesso anche nel recente passato, da una legge nazionale o da un regolamento dell'U.E, si materializzano come per magia 100 idee, proprio come 
Tomasi di Lampedusa scriveva   nel secolo passato
"Prendete un problema di qualunque natura (politico, sociale, culturale, tecnico o altro) e datelo da risolvere a due italiani: uno milanese e l'altro siciliano. Dopo un giorno, il siciliano avrà dieci idee per risolvere questo problema, il milanese nemmeno una. Dopo due giorni, il siciliano avrà cento idee per risolvere questo problema, il milanese nessuna. Dopo tre giorni, il siciliano avrà mille idee per risolvere questo problema, e il milanese lo avrà già risolto".
(citazione a memoria di una considerazione
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa 1958 
La legge n.194/2015 ha come obiettivo la tutela della biodiversità di interesse agricolo e la valorizzazione del ruolo degli agricoltori custodi della biodiversità, definiti come coloro che si impegnano nella conservazione delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali soggette a rischio di estinzione o di erosione genetica. 

In conformità con il Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse Agricolo, la legge n.194/2015 istituisce un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare che è costituito da 4 elementi principali: l’anagrafe nazionale della biodiversità, la rete nazionale della biodiversità, il portale nazionale della biodiversità e il comitato permanente per la biodiversità. 

                Sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse alimentare ed agrario (Legge n.194/2015) Nello specifico, il sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità prevede l’istituzione di un’anagrafe nazionale della biodiversità agraria e alimentare, attualmente in fase di implementazione, in cui siano raccolte tutte le risorse genetiche locali di origine vegetale, animale o microbica a rischio di estinzione. 

           Viene, inoltre, istituita la rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo, che è costituita dalle strutture locali, regionali e nazionali per la conservazione del germoplasma ex situ e dagli agricoltori e allevatori custodi. La rete, coordinata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, svolge ogni attività diretta a preservare le risorse genetiche locali dal rischio di estinzione o di erosione genetica, attraverso la conservazione in situ o ex situ, nonché a incentivarne la reintroduzione in coltivazione o promuoverne altre forme di valorizzazione. 

              La rete, inoltre, promuove la diffusione e lo scambio di conoscenze e di esperienze. È invece affidata alle Regioni l'individuazione degli agricoltori custodi con l’obiettivo di attuare la conservazione, nell’ambito delle aziende agricole, delle risorse genetiche del proprio territorio soggette a rischio di estinzione o di erosione genetica, nonché per incentivare e promuovere l’attività da essi svolta e per garantire la loro iscrizione alla rete nazionale della biodiversità. 

Il Comitato permanente per la biodiversità si occupa della governance del nuovo sistema nazionale di tutela e valorizzazione della biodiversità e ha il compito di garantire il coordinamento delle azioni sviluppate a livello centrale e regionale e l’attuazione del Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo. Per quanto riguarda le risorse finanziarie stanziate per la tutela della biodiversità di interesse agricolo, con l’approvazione della legge n.194/2015, a decorrere dal 2015 e con una dotazione di 500.000 euro, è stato istituito il fondo per la tutela della biodiversità agraria e alimentare, che è destinato a sostenere progetti di ricerca e le attività degli agricoltori e degli allevatori custodi. È auspicabile che il fondo per la tutela della biodiversità agraria e alimentare possa finanziare azioni di sostegno dirette agli agricoltori e allevatori custodi nell’ambito dell’anagrafe nazionale della biodiversità, azioni di sistema e progetti di ricerca per la promozione della rete nazionale della biodiversità e delle reti attive a livello regionale e locale. 
Con la legge n.194/2015 è prevista anche l’istituzione delle comunità del cibo e della biodiversità agraria e alimentare, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione, di sostenere le produzioni agrarie e alimentari di qualità e di favorire comportamenti atti a tutelare la biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Si tratta di ambiti locali derivanti da accordi tra i diversi portatori di interesse legati alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare che possono avere come oggetto lo studio, recupero e la trasmissione di conoscenze e saperi tradizionali sulle risorse genetiche di interesse alimentare, la realizzazione di forme di filiera corta e vendita diretta, l’agricoltura biologica e altri sistemi colturali a basso impatto ambientale, la realizzazione di orti didattici, sociali, urbani e collettivi, ecc. Le comunità del cibo e della biodiversità rappresentano uno strumento innovativo per promuovere percorsi territoriali integrati di sviluppo locale legati all’agricoltura sostenibile, al cibo e alla biodiversità. 
                   Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare la legge n.194/2015 prevede la realizzazione di periodiche campagne promozionali ed identifica appositi itinerari della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che hanno l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle risorse genetiche locali iscritte all'anagrafe nazionale e lo sviluppo dei territori interessati. È prevista anche l’istituzione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare il giorno 20 maggio. In conclusione, possiamo affermare che l’importanza della legge n.194/2015 e del sistema nazionale di tutela risiede nel fatto che potrà dare un nuovo impulso all’attuazione del Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo e potrà mettere a sistema le numerose attività e iniziative legislative regionali intervenute in materia. Per promuovere la tutela e la valorizzazione della biodiversità agricola e alimentare e delle risorse genetiche in agricoltura occorre sviluppare un’azione sinergica tra gli strumenti previsti dal sistema nazionale della biodiversità della legge n.194/2015 e gli interventi contemplati dalle misure di finanziamento dei programmi di sviluppo rurale. I Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) 2014/2020 rappresentano lo strumento più importante per assicurare un sostegno diretto agli agricoltori e agli allevatori custodi della biodiversità. Inoltre, attraverso gli incentivi previsti dai PSR, si possono promuovere anche la competitività e la multifunzionalità delle aziende agricole custodi della biodiversità. Più in generale possiamo affermare che un aspetto rilevante per rafforzare la competitività delle risorse genetiche autoctone è sicuramente costituito dal loro inserimento in sistemi territoriali sostenibili. È importante riuscire a coniugare la conservazione della biodiversità agricola con lo sviluppo locale del territorio, creando sinergie tra agrobiodiversità, ambiente, territorio, aree protette, paesaggio, cultura e identità locali sulla base del modello proposto dalle comunità del cibo e della biodiversità agraria e alimentare. In tal senso, la Rete Rurale Nazionale attraverso il Progetto Biodiversità, Natura 2000 e Aree Protette può favorire lo sviluppo di sinergie, lo scambio di esperienze, di competenze e di buone pratiche.

lunedì 20 gennaio 2020

Nuccia Vona su 9Colonne

La prestigiosa agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, la scorsa settimana si è occupata del romanzo, attraverso una lusinghiera recensione.L’agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne è una cooperativa di giornalisti nata nel 1996 ed è diretta da Paolo Pagliaro, opinionista di Otto e Mezzo su La7 con il Punto.  



SPECIALE LIBRI / NUCCIA VONA E LE
“HISTORIAS DE TANGO”

- Tanti sono i personaggi che popolano le “historias” narrate dall’autrice che, sebbene al debutto letterario, vanta una padronanza espressiva mirabile. Oggi è l’Italia, invece, a rappresentare un porto di approdo per chi nasce dall’altra parte del Mediterraneo: emigrazione e immigrazio... (© 9Colonne - citare la fonte)
  


 L’Agenzia collabora con le principali testate nazionali realizzando inserti dedicati al costume e al tempo libero e diverse rubriche quotidiane.


Dal 2004 l’Agenzia ha avviato la produzione di “9Colonne”, un notiziario quotidiano nazionale. L’Agenzia cura inoltre un notiziario destinato all’estero: news, approfondimenti e pagine pronte per la stampa. Il servizio è utilizzato da 300 editori italiani nel mondo, dalle Ambasciate e dai Consolati, ed è realizzato su incarico del Ministero Affari Esteri.




A Ragusa si presenta il romanzo di Nuccia Vona

Si è svolto a Ragusa presso il Piccolo Teatro Badia,
 l’evento-spettacolo
 di presentazione del romanzo 
di 
Nuccia Vona  
HISTORIAS DE TANGO 

Condotto da  Loredana Picarella,
con la partecipazione dell'Autrice e di 
Lucia De Carlo, Salvo Genovese, Agnese Mascara,
 Maurizio Nicastro. 
Paolo Ferlito ha curato l'audio-video

 “Historias de Tango”  già si intravede 
come un romanzo di successo.
Infatti, l’agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, diretta da Paolo Pagliaro, opinionista di Otto e Mezzo su La7 con il Punto, le dedica    una lusinghiera recensione, così come tanti giornali online.

Roma, 27 dicembre - Tanti sono i personaggi che popolano le “historias” narrate dall’autrice che, sebbene al debutto letterario, vanta una padronanza espressiva mirabile. Una scrittura scorrevole e delicata, che racconta l’intimità di un popolo, tra speranza, angoscia, passione ed eros, a servizio di un romanzo storico che offre al lettore anche numerosi spunti di riflessione sull’epoca contemporanea, ect ect.   Insomma un romanzo da leggere e ascoltare.


Nei mesi scorsi, la Libera Università Rurale dei Saperi e dei Sapori, diretta da Nino Sutera, l’ha insignita   del prestigioso riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale”, per aver saputo esprimere in Historias de Tango l'intimità di un popolo.
Un premio che l’Università Rurale  assegna a coloro che, a vario titolo,  promuovono la storia, le tradizioni e il patrimonio culturale dei luoghi, una risorsa di  inestimabile valore.






































Le foto sono di Orazio Coco





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27/12/2019

02/01/2020



Historias de tango, un libro che.........

Historias de tango, un libro che.........


       Pubblichiamo integralmente la recensione  di un attento lettore del romanzo, lasciando a voi le considerazioni del caso.

Signora Vona buongiorno, 

                    Ho appena finito di leggere “Historias de Tango”. La mia impressione? È certamente  uno dei libri più belli che ho letto nella mia vita. Un libro che meriterebbe un premio .....
   Quando l’ho acquistato e poi cominciato a leggere non riuscivo a capacitarmi, non riuscivo a collegare le varie storie con il titolo. Mi aspettavo una “storia” cioè una ricerca sul Tango. Dunque? Un saggio. Diciamo uno scritto asettico, scientifico. Invece, mentre non riuscivo a smettere di leggere, mi accorgevo di essere stato tirato dentro il racconto come da una calamita. Un vortice. Una coperta che mi copriva di sensazioni, di percezioni, di emozioni, ma soprattutto di una incredibile poesia. Una doccia, un bagno, un continuum di poesia. 
    È chiaro che il libro racconta la storia di quei disperati che in ogni epoca sono andati  alla ricerca della vita. Chimera. Utopia. Sogno. Speranza. Per dirla banalmente, storia della emigrazione, ma anche storia di due popoli gemelli: Argentina e Italia di un tempo. 
Ma, procedendo nella lettura, quasi per miracolo, mi sono accorto che a me non interessava quasi più il contenuto del libro. Io andavo solo alla ricerca della poesia del libro. Il mio rapporto era con lei. Con la scrittrice. Lei, Nuccia Vona, era la referente delle storie, lei era l’io narrante. Lei mi aveva preso per mano e mi aveva portato con sé in un mondo di favole ricco di storia, filosofia, poesia sull’incomprensibile non-senso della vita, sulle differenze umane, sulle lotte, sui valori e sugli amori che appartengono agli umani. Il tutto descritto con pennellate di amore e di poesia purissima che riflettono la sensibilità e la intelligenza “superiore” della scrittrice. In verità, questo racconto mi ha fatto levitare, volare come un aquilone in un cielo sereno, per osservare dall’alto i colori della vita in tutte le sue forme. Bellezze e lordure. Ma su tutto, ricadeva la luce della speranza, la triste e angosciata melodia di un Tango. Di un Bandoneon. 
    Questo libro verrà collocato nello scaffale dei miei libri più cari. Ma sarà sicuramente il più bello.  Ed è libro potente, incredibilmente bello, firmato da una Donna. Da una grande Donna. 

Gino Carbonaro








domenica 12 gennaio 2020

Cianciana martedì 14 gennaio Simposio sull'agroalimentare

“Valorizzare e favorire nella ristorazione l’utilizzo dei prodotti agroalimentari locali provenienti dalla nostra agricoltura a tutela dei consumatori e dell’ambiente”. 
Se ne parlerà nel corso del simposio promosso dalla Cifa Unione Pizzaioli Italiani che si terrà nel palazzo comunale di Cianciana martedì 14 gennaio alle ore 16. L’iniziativa – che vedrà riuniti attorno a un tavolo esperti del settore agroalimentare, rappresentanti istituzionali, chef, pizzaioli, giornalisti e foodblogger – è patrocinata dal Comune e dall’assessorato regionale per l’Agricoltura.



Interverranno il sindaco di Cianciana Francesco Martorana, il presidente della Cifa Unione Pizzaioli Italiani Stefano Catalano; il dirigente dell’unità operativa fitosanitaria di Agrigento; il coordinatore nazionale Ristoworld Italy Claudio Leocata; il presidente regionale dell’associazione Disciples Escoffier International Giovanni Montemaggiore; il Direttore  della Libera Università Rurale Saper&Sapor Nino Sutera; il nutrizionista Salvatore Lo Forte, il giornalista Michele Termine, lo chef del ristorante Capitolo Primo di Montallegro Damiano Ferraro. L’incontro sarà moderato dal foodblogger Maurizio Artusi. 
“Durante il simposio – viene spiegato in una nota – la commissione interna del marchio Pizza Qualità Siciliana, riconoscendo al socio chef pizzaiolo Andrea Giannone la volontà e l’impegno concreto nell’esercizio della sua professione, gli conferirà il riconoscimento di Custode della Pizza Sicana schietta, genuina e senza sofisticherie, antico pane delle feste, eccellenza gastronomica del territorio sicano”.
Intanto, è iniziato nei giorni scorsi il nuovo corso di formazione per dieci formatori pizzaioli provenienti da tutta la Sicilia. “La formazione continua – dice Stefano Catalano, presidente della Cifa Unione Pizzaioli Italiani – diventa ingrediente fondamentale per chiunque si avvicini o voglia restare parte attiva del mercato del lavoro. Maggiori sono le competenze in possesso e più efficace e incisiva deve essere un’adeguata preparazione”. Diverse le iniziative e le attività formative promosse nel 2019 nell’Agrigentino dalla Cifa Unione Pizzaioli Italiani che recentemente ha anche avviato un nuovo rapporto di collaborazione con Ristoworld Italy e Sicilia Disciples D’Auguste Escoffier “per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agroalimentari tipici del territorio siciliano e del turismo enogastronomico”.